.
Annunci online

  Liberopensiero [ Il Blog di Davide Romano - in collaborazione con No-Way e altri - collaboratore del Circuito Radio Cristiane e de La Repubblica. ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


Ridere della politica
L'Islam coraggioso
MEMRI
La miglior pasticceria di NY
Camillo
Il Blog pro Usa
Israelomania
Il Blog degli amici/collaboratori del Foglio
Osservatorio Media Palestinesi
1972
Leibniz
Informazione Corretta
Amici di Israele
Sondaggi Mondiali
Sondaggi americani
OxBlog
RegimeChange
Iranian
Statistiche Internazionali
IranWatch
Iraq The Model
CeceniaSOS
Israele.net
Giudamaccablog
Benedetto Della Vedova
Iraq Index
Maariv
Arabi Per Israele
Il Chiosco euro-arabo
Daniel Pipes
Iraq: il bicchiere mezzo pieno
Le bugie dei politici USA al microscopio
Palestinesi su Arafat
LPBodyCount
Terrore prima dell'occupazione
Ebrei nel mondo
Pagine Di Difesa
Walking Class
No Way
Jimmomo
Islam italiano e Shoah
Il Sorvegliato Speciale
Servizi Italiani
Democracy in Iraq
Statistiche Aliyah
Pinocchio svizzero
Forze-Libanesi
Poganka
Steppenwolf
Birmania Libera
Un Iracheno Libero
Stefano Magni
Della Seta sull'antisemitismo di sinistra
Tocque-ville
Notizie Radicali
StrategyPage
Weekly Standard
Beppe Grillo
ArabiLiberali.it
Prigione Cubana
Nuovo Liberopensiero
CNRI
Davide Romano

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


21 ottobre 2005

Due milioni di italiani dimenticati per amor di Chavez

Hugo Chavez è arrivato a Milano, ha fatto il brillante con Berlusconi, si è incontrato con un’altra figura simbolo della “capitale morale” italiana, cioè Massimo Moratti, presidente dell’Inter e si è incontrato con i compagni alla Camera del Lavoro. Una visita da vip, insomma, degna di cronache rosa. Ma intanto a Milano si respirava un’aria da rivoluzione bolscevica, un po’ come quando i rappresentanti del regime di Lenin andavano ad ammaestrare le masse in Italia, in Francia, in Inghilterra, per chiedere appoggio all’esportazione della rivoluzione in Europa.(...)
A rimproverare la cortesia estrema con cui il leader bolivarista è stato accolto, è stato soprattutto Leonardo Facco, piccolo editore e leader del Movimento Libertario. Distributore del documentario “Cual Revolucion” sulla violenza del movimento bolivarista in Venezuela e la miseria crescente nel Paese, Leonardo Facco commenta: “Di fronte al fallimento del comunismo, del collettivismo, del socialismo e di ogni sua degenerazione politica si sono levate solo poche critiche da parte degli opinionisti e dei media. Chavez è una disgrazia e non a caso è l’idolo dei no-global e dei bertinottiani”

Cosa ne è degli imprenditori che sono andati in Venezuela a investire?
Moltissimi se ne sono andati dal Venezuela dopo che sono stati costretti a chiudere la loro attività. O sono tornati in Italia, o sono andati a vivere in un Paese terzo. Altri rimangono in Venezuela, ma continuano ad avere problemi. Mio padre e mia madre avevano un’impresa con 35 dipendenti e sono stati costretti a chiudere. La compagnia di assicurazione statale (che fa capo alla famiglia di Hugo Chavez), passando sopra tutti i diritti di prelazione per l’acquisto dell’immobile in cui avevano aperto il ristorante, ha acquistato tutto e li ha sfrattati. Ma poi ci sono tantissimi casi di espropri proletari. C’è gente che ha comprato aree agricole anni fa e si è ritrovata con i terreni occupati dai bolivaristi, aizzati da Chavez. E questo accade continuamente anche con le proprietà di immobili nella stessa Caracas. (...)In Venezuela si sta instaurando un regime dittatoriale filo-castrista, con tutte le conseguenze del caso, quindi perdita completa della libertà individuale, economica, personale, religiosa e di parola. Si doveva alzare la voce su queste cose, non vedere Berlusconi che abbraccia Chavez e Moratti che, per i suoi interessi petroliferi, fa l’amico del Venezuela. Non si capisce perché, quando era scoppiata la crisi in Argentina, non si parlava d’altro, mentre con il Venezuela se ne parla solo occasionalmente. In quel Paese ci sono due milioni di Italiani, di prima o seconda generazione. Non contano niente? Fonte: L'Opinione




permalink | inviato da il 21/10/2005 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


18 ottobre 2005

Chavez accolto tra gli applausi dai movimenti sociali a Milano

Milano, 17 ott. (Apcom) - Il presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela, Hugo Chavez, ha visitato in serata i locali della Camera del lavoro di Milano, poco prima di incontrare nella piazza antistante un folto gruppo (un migliaio) di persone tra cui gruppi di no global, cittadini venezuelani e
aderenti ai movimenti sociali. Il presidente venezuelano è stato accolto sulle note di 'Bandiera rossa', accompagnata da slogan come "Viva Mao, via Lenin, viva l'Internazionale".
Chavez ha incontrato anche i vertici locali e regionali della Cgil e poi, il premio nobel Dario Fo e sua moglie Franca Rame. "Chavez ama molto il teatro d'avanguardia", ha spiegato Dario Fo, che è stato invitato personalmente dal presidente a Milano a questo incontro.

Certo che i noglobal non perdono occasione per perdere la faccia. Hanno organizato un incontro con Chavez per applaudirlo. Chissà se hanno mai letto, quei ragazzi, il rapporto di Amnesty International sul Venezuela.(manifestazioni con 14 morti, uccisioni illegali da parte di membri della polizia.Chi ha denunciato tali abusi è stato al centro di minacce e di attacchi, All’inizio dell’anno il presidente Hugo Chávez ha asserito che le attività dei difensori dei diritti umani erano finalizzate ad alimentare l’agitazione politica. Tali asserzioni hanno esposto i difensori dei diritti umani a seri pericoli, incluse minacce e intimidazioni.)
Certo scopriamo l'acqua calda se diciamo che a loro importa solo l'essere antimericani. Ma inviterei quei ragazzi (??) a pensare che di "veri nemici" degli americani ne è piena la storia, da Hitler a Stalin, da Khomeini a Bin Laden. Se non tutti gli amici degli americani sono stati democratici, è però vero che i veri nemici si sono tutti rivelati delle vere canaglie assassine. Una riflessione in merito, non varrà la pena di farla? Almeno da parte delle avanguardie e degli intellettuali alla Dario Fo (che come attore e autore, peraltro ammiro).




permalink | inviato da il 18/10/2005 alle 15:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


7 ottobre 2005

L'altra Guantanamo di cui nessuno parla

(...) Adesso nel carcere cubano di Guantanamo, a pochi chilometri da Camp X-Ray (la Guantanamo USA), un giornalista indipendente, arrestato solo per aver espresso le sue opinioni è entrato nella quarta settimana di sciopero della fame. L’analista Victor Rolando Arroyo, membro dell’Unione dei Giornalisti e degli Scrittori Cubani, è stato arrestato più di due anni fa, nell’estate del 2003, nel corso della “Ola Repressiva”, la grande campagna di repressione del dissenso che scandalizzò il mondo. Ha subito abusi di tutti i tipi, a partire dal suo trasferimento nel carcere di Guantanamo, a 1100 chilometri da casa sua (cosa che, di fatto, rende impossibili le visite dei parenti, considerando che a Cuba occorre il permesso anche per uscire dalla propria città), fino alle continue torture psicologiche e fisiche subite: privazione di medicinali, reclusione in cella di isolamento. Oltre al fatto di essere stato incarcerato senza regolare processo, accusato per reati di mera opinione, cosa che a Cuba non è un’eccezione, ma la regola. Eppure, se si cerca qualcosa su “Guantanamo” nel sito di Amnesty International, per l’anno 2005 si trovano 33 documenti sulla Guantanamo americana, mentre troviamo solo 8 documenti sulle carceri cubane in generale. (...) Il giornalista indipendente è molto debole e pesa poco più di 50 chili. Però, se andiamo su Google, e digitiamo le parole “Guantanamo Hunger Strike” (sciopero della fame Guantanamo), non troviamo nulla sul loro caso, almeno sfogliando fino a pagina 28. Per il mondo, l’altra Guantanamo, il gulag vero, quello cubano, semplicemente non esiste. Così come non esistono i suoi prigionieri con le loro sofferenze, le loro proteste e la loro resistenza al potere di Castro. Fonte: L'Opinione




permalink | inviato da il 7/10/2005 alle 9:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 luglio 2005

Castro: chi non è con me è un traditore, vagabondo e sottoproletario. Non molto di sinistra, come epiteti....

I dissidenti sono ''traditori e mercenari'', al servizio degli Stati Uniti. ''La storia mi assolvera''', ha concluso ieri Fidel Castro, il suo discorso inaugurale per l'inizio delle celebrazioni del 52esimo anniversario della rivoluzione cubana. Sono le stesse parole che il leader-maximo pronunciò a margine del processo che lo vide come imputato nel 1953, quando appunto avvenne l'assalto alla caserma della Moncada a Santiago de Cuba, nel sud del paese.

Una rivolta che segnò il destino del Governo dell'Avana. Ma su quella che dovrebbe essere la festa più importante del popolo cubano incombono ombre inquietanti. Sono i continui arresti che Fidel e la polizia mettono in atto contro i dissidenti. (...) Castro ha negato che Cuba stia vivendo una crisi economica e ha attaccato i dissidenti, in particolare quelli che lo scorso 13 luglio avevano provocato incidenti con la polizia, chiedendo la liberazione dei prigionieri politici - c'erano stati 33 arresti, ma 23 sono stati poi liberati - e li ha definiti traditori, vagabondi e sottoproletari al soldo della sezione d'interessi americana a Cuba.

"La mafia terrorista e il governo degli stati uniti approfittano con insolenza delle facilitazioni che cuba offre a tantissime agenzie di stampa internazionale che operano senza restrizione e con la massima libertà nel nostro paese", ha detto Fidel con la sua tradizionale verve polemica. (...) Fonte:Cani Sciolti







permalink | inviato da il 27/7/2005 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 maggio 2005

Cuba: il 98% dello stipendio va allo stato: io la chiamo schiavitù.

A Cuba le imprese estere devono versare il salario dei loro dipendenti allo Stato. Il regime di Castro si mette in tasca il 98% della cifra e versa le bricciole ai lavoratori. Un lavoratore che costa 411 dollari al datore di lavoro e alla fine del processo di confisca statale incassa 8 dollari. (Fonte: Commentaires.com). Sono i vantaggi di non vivere nell'inferno liberale. Fonte: Pinocchio




permalink | inviato da il 26/5/2005 alle 14:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


24 maggio 2005

Arrestato dal governo per un'intervista. Dove? a Cuba, naturalmente

Si è riunita nel giardino di una villa l'assemblea dei dissidenti cubani per il progresso della società civile. Un evento completamente censurato da Fidel Castro, che ha impedito la presenza di giornalisti e parlamentari europei sull'isola, negando visti e ordinando espulsioni. Se non ha impedito anche lo svolgimento della riunione è solo perché ha avuto puntati addosso gli occhi dell'occidente.

D'altra parte a Castro i dissidenti fanno il «solletico», la vera paura del dittatore è che i giornalisti tocchino con mano la miseria e il fallimento del castrismo, che raccontando la realtà della dittatura cubana in giro per il mondo rovinino l'immagine di Cuba, per molti ancora un mito. Un mito la cui forza presso ampi settori intellettuali e politici occidentali è davvero determinante per la sopravvivenza del regime, che si regge soprattutto grazie a quelle politiche di apertura dell'Ue possibili solo nel contesto dei pregiudizi anti-americani e anticapitalisti che accomunano le sinistre europee e Castro.

Per questa intervista a Oswaldo Payá, dissidente del Progetto Varela, Francesco Battistini, l'inviato del Corriere della Sera a Cuba per l'Assemblea per il progresso della società civile, è stato arrestato ed espulso. (...) Fonte: JimMomo




permalink | inviato da il 24/5/2005 alle 8:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 maggio 2005

Cuba: la dissidenza si organizza e organizza un incontro internazionale sull'isola.

A sentire citare la Sala della Pallacorda, René Gòmez Manzano, da laggiù, dall'Avana, scoppia in una risata che le interferenze telefoniche non riescono a coprire completamente. Un affollato gruppo di dissidenti cubani («300 formazioni d'ogni tipo», dice Gòmez) sta preparando un'Assemblea Per Promuovere La Società Civile, ambiziosa nascita di un «terzo stato» che domani e sabato dovrebbe gettare le fondamenta d'un assalto politico dirompente al regime cubano. No, non è il mondo che cambia; e non è nemmeno una rivolta popolare, o comunque non lo è ancora. Però in 46 anni di castrismo, mai nessuno aveva avuto la forza di montare una macchina sovversiva - «controrivoluzionaria» è l'etichetta ufficiale - di tanta rilevante proporzione, con un invito esteso a Gorbaciov, Havel, Walesa, e a un centinaio di deputati dell’Europarlamento.(...)Quando s'ha da tener conto della dissidenza cubana bisogna procedere con qualche saggia cautela. Non perché i dissidenti non rischino davvero la galera e i tormenti del regime: anche se Fidel nega ogni accusa, e fa sberleffi sonori alle periodiche condanne che riceve dalla Commissione dei Diritti Umani dell'Onu, alcune centinaia di prigionieri politici pagano con anni duri di prigione e d'isolamento la loro opposizione al regime autoritario del Comandante; e comunque, ogni intento di radunare e organizzare a Cuba una linea politica non conformista viene duramente attaccato e sradicato dalle «squadre d'azione rapida» del governo.(...) Fonte: La Stampa

Speriamo bene. Anche se noi continuiamo a sperare nella morte (politica) di Castro.




permalink | inviato da il 20/5/2005 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


18 maggio 2005

Mentre l'Europa dialoga con Castro, il dittatore cubano fa sparire chi vorrebbe dialogare con lui.

Si apprende dall'organizzazione dei dissenti cubani a Miami (Florida) che è scomparso Antuan Clemente Hernandez, uno degli organizzatori dell'Assemblea per la promozione della società civile a Cuba. Per l'iniziativa del prossimo 20 maggio, che ha raccolto l'adesione di numerosi parlamentari europei e italiani, il Partito Radicale sta organizzando manifestazioni di sostegno in Italia e in Europa. I radicali chiedono un intervento urgente del Ministero degli Esteri. La sparizione di uno dei promotori dell'iniziativa, a soli tre giorni dall'evento, sarebbe un episodio gravissimo di repressione e intimidazione dei diritti civili e politici dei cittadini cubani. Ma per l'Europa è importante il dialogo... Fonte: JimMomo




permalink | inviato da il 18/5/2005 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 maggio 2005

L'antisemitismo di Allende

Gli ebrei sono «geneticamente inclini» al delitto, sono predisposti «per natura» ad alcuni crimini, «usura e calunnia», e insomma, «una serie di dati lascia sospettare che la razza influisca sulla tendenza a delinquere». (...)la memoria con la quale Allende si addottorò in medicina nel 1933, intitolata «Igiene mentale e delinquenza», e il testo di un progetto di legge presentato quand’era ministro della Salute nel governo frontista di Pedro Aguirre Cerda, nel quale Allende invitava a sterilizzare i malati di mente e gli alcolisti. A detta di Farias, «il giovane medico si nutriva così decisamente del razzismo scientifico più estremista dell’epoca e delle sue propaggini nell’antisemitismo, da affermare che i supposti difetti degli ebrei non sono attribuibili, come nel caso di tutti gli esseri umani, a condotte e responsabilità individuali, ma a caratteristiche genetiche immodificabili». (...)Da una pagina del Diario, per esempio, Farias ricorda la proposta di sterilizzazioni di massa fatta negli anni in cui Allende era ministro (dal 1939 al ‘41), un trattamento che immagina destinato a diverse categorie, tossicodipendenti, alcolisti, alienati, schizofrenici, epilettici, ma anche «soggetti affetti da bassezza morale costituzionale». (...)Racconta Farias di aver avuto l’idea da Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti: «Stavo scrivendo “I nazisti in Cile” quando Wiesenthal mi chiamò e mi chiese se sapevo chi fosse davvero Salvador Allende. Mi raccontò che quando si avviò il processo al nazista Walter Rauff, un uomo vicino a Adolf Eichmann, considerato l’ideatore delle camere a gas, lui aveva scritto al presidente cileno Allende affinché lo aiutasse a consegnarlo alla giustizia internazionale. Ebbene, mi narrò Wiesenthal, la risposta di Allende era stata una lettera di una freddezza e di una distanza che gli apparve dolorosa e incomprensibile». Quella lettera Wiesenthal l’aveva persa. Farias la ritrovò. La pubblicò assieme ad altre nel suo «I nazisti in Cile». Ne nacque un dibattito veemente con la figlia del presidente cileno, Isabel, appassionata in difesa di Salvador: «Papà non è mai stato nazista, e lei è solo un cacciatore di scandali».
Farias sorrise. Ai quotidiani cileni spiega che non è quello il punto: il punto è capire quale malattia abbia infestato l’Occidente, Europa e America, negli anni Trenta, fino a contagiare anche solo per un pugno di anni un uomo come il Grande Presidente. Fonte: La Stampa




permalink | inviato da il 5/5/2005 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


15 aprile 2005

L'Onu condanna Cuba, ma con molta cautela. Guai ad irritare Castro....

GINEVRA - La Commissione dell'Onu sui diritti umani ha approvato oggi a Ginevra la risoluzione di denuncia sulla situazione a Cuba. Il breve testo, presentato dagli Stati Uniti e co-sponsorizzato dall'Unione europea, è stato approvato dai 53 Pasi membri della Commissione con 21 voti a favore, 17 contrari e 15 astensioni.

Tra i paesi che si sono espressi contro la risoluzione prima del voto Russia, Cina, Sudan e Zimbabwe. Il documento - co-firmato da 44 Paesi, tra cui 12 membri della Commissione - non esprime parole di denuncia, ma si limita a ricordare le precedenti risoluzioni e a rinnovare il mandato del rappresentante dell'Alto commissariato dei diritti umani affinchè indaghi sulla situazione nell'isola. Fonte: SwissInfo

Non sappiamo cosa ci sia da indagare in merito alla situazione dell'isola. Non ci pare ci siano grandi segreti: esiste un dittatore e una poplazione che non può votare. Non basta?




permalink | inviato da il 15/4/2005 alle 10:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


8 aprile 2005

L'Asse del male sudamericano: Castro e Chavez lanciano la corsa agli armamenti con l'appoggio del pacifista Zapatero. Ovviamente.

Acquista kalashnikov russi ed aerei spagnoli, lancia una tv panispanica sul modello di al Jazeera, elogia ed abbraccia Fidel Castro, accoglie Mohammed Khatami per sostenere il diritto dell'Iran al nucleare, minaccia di tagliare le forniture di greggio agli Stati Uniti (...) Chavez nei primi mesi di quest'anno ha fatto compiere un salto di qualità alla sfida agli Stati Uniti, puntando su difesa e comunicazione. Le armi sono quelle che riceverà da Mosca e Madrid. L'accordo siglato con il Cremlino prevede la fornitura di cinquanta Mig, quaranta elicotteri, centomila kalashnikov e il know how necessario a realizzare una fabbrica per produrli in serie.
La Spagna di Jose Louìs Rodriguez Zapatero invece incasserà 1,3 miliardi di euro per fornire a Caracas dieci aerei da trasporto, due per la sorveglianza oceanica, otto guardacoste e un imprecisato numero di carri armati. A ciò bisogna aggiungere che Chavez ha già avuto dal Brasile due dozzine di aerei Tucano, dotati di missili aria-terra. Il Dipartimento di Stato teme che queste mosse possano portare a una corsa agli armamenti fra il Venezuela e la Colombia, che già rimprovera a Chavez un aperto sostegno alla guerriglia delle forze rivoluzionarie «Farc».
Da qui la presenza in questi giorni a Madrid del vice Segretario di Stato, Robert Zoellick, per tentare di bloccare almeno le forniture spagnole. Il settimanale neoconservatore «National Review» è andato oltre, identificando nell'alleanza Chavez-Castro la versione latinoamericana dell'«Asse del Male»: un patto grazie al quale Cuba riceve gratis 80 mila barili di greggio al giorno fornendo in cambio «istruttori ideologici» mentre entrambi i Paesi puntano ad allargare il loro raggio di influenza.
Otto Reich, che fra il 2001 ed il 2004 fu assistente di Bush per l'America Latina, ritiene che siano molte le nazioni nel mirino dei «terribili due»: il primo obiettivo è rovesciare Alvaro Uribe in Colombia fornendo alle «Farc» kalashnikov russi e consiglieri cubani. Subito dopo vengono la Bolivia e il Nicaragua con il sostegno finanziario all'opposizione di Evo Morales e agli ex sandinisti, mentre ad Haiti Chavez e Castro avrebbero scelto di armare alcune bande locali.(...) Fonte:La Stampa

Pensate che bella alleanza: Castro, Khatami, Chavez, Putin e Zapatero. Con l'appoggio esterno di Maradona, ovviamente.




permalink | inviato da il 8/4/2005 alle 12:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


25 marzo 2005

Castro mette sotto controllo gli "antisociali" cubani. Antisociali, sì, avete capito bene.

L'Avana, 24 mar. - (Adnkronos) - Mentre il caso Cuba e' tra i piu' discussi alla riunione della commissione diritti umani dell'Onu in corso a Ginevra, il governo dell'Avana ha annunciato nuove misure contro ''condotte antisociali''. Il coordinatore nazionale del Comitato di difesa della rivoluzione (Cdr), Jose' Rabilero, ha avvertito che ''non si permettera' che elementi antisociali, che fanno il gioco dell'imperialismo, compromettano il nostro futuro''. La direzione centrale ha convocato i Cdr di tutto il Paese invitandoli a ''continuare a difendere il socialismo e affrontare in tutte le comunita' manifestazioni di corruzione, illegalita' e altri delitti''.
I Cdr vengono chiamati ''gli occhi e le orecchie'' della rivoluzione e sono piu' di 130mila in tutto il Paese, con piu' di 8 milioni di affiliati, equivalenti al 93% della popolazione cubana al di sopra dei 14 anni. (Aba/Opr/Adnkronos)

Capito? chi non è col regime è antisociale. Il Cdr (che non è il Comitato di Redazione, tipico organo delle testate giornalistiche di molti giornali, anche se alcuni giornali ne hanno uno di "ispirazione" cubana) è uno dei sistemi di controllo capillare del regime castrista. Ovviamente, chi non è d'accordo col regime viene definito "corrotto e imperialista". Strano. Anche a me, che sono italiano, questi epiteti rivolti contro chi la pensa diversamente non mi suonano affatto nuovi....




permalink | inviato da il 25/3/2005 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


24 marzo 2005

Senza voler dispiacere ad Abbado, Minà o Red Ronnie, a Cuba i dissidenti stanno in galera. E senza assistenza sanitaria

(ANSA) - GINEVRA, 23 MAR - La situazione dei diritti umani a Cuba non e' migliorata. Lo ha detto oggi a Ginevra Christine Chanet, rappresentante dell'Alto Commissariato dell'Onu per i diritti umani nell'isola caraibica, esprimendo il suo rammarico dopo il rifiuto di dialogo tra le autorita' cubane e le Nazioni Unite.
''Oltre 60 persone considerate illegalmente detenute sono sempre imprigionate. In gran parte sono giornalisti, difensori dei diritti umani o membri di altre associazioni
. Nuovi arresti e condanne, meno pesanti, sono stati compiuti nel 2004 nei confronti di persone che avevano manifestato apertamente le loro opinioni politiche divergenti'' ha affermato Chanet intervenendo davanti alla commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani.
''I prigionieri vivono in condizioni disastrose, nell'isolamento totale e a volte sono picchiati dalle guardie. Soffrono di malnutrizione e l' igiene e'deplorabile e quando si ammalano non vengono curati'', ha aggiunto Chanet.L'unico fatto positivo che ha notato la rappresentante dell'Onu e' che le 18 persone arrestate tra il 2002-2003 e accusate di delitti d'opinione sono state liberate.
Gli Stati Uniti stanno preparando una risoluzione per punire la politica dell'Avana. La Commissione dei diritti umani proseguira' i suoi lavori fino al 22 aprile. (ANSA).




permalink | inviato da il 24/3/2005 alle 9:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


17 marzo 2005

Dopo le magliette con il Che arriveranno anche le magliette con Al Zarkawi?

Dedicato a tutti coloro che portano magliette con l'effige di Che Guevara: "la nebbia del tempo e la forza dell’anti-anti-comunismo hanno oscurato il vero Che. Chi era costui? Era un rivoluzionario argentino che prestò servizio come tagliagole principale di Castro. Era particolarmente infame perché dirigeva le esecuzioni sommarie a La Cabãna, la fortezza che fungeva da mattatoio. Gli piaceva amministrare il colpo di grazia, il proiettile nella nuca. E amava far sfilare la gente sotto El Paredón, il muro rosso di sangue contro il quale furono uccisi tanti innocenti. Inoltre, istituì il sistema di campi di lavoro dove innumerevoli cittadini – dissidenti, democratici, artisti, omosessuali – soffrivano e morivano. Stiamo parlando del gulag cubano. Uno scrittore cubano-americano, Humberto Fontova, descrisse Guevara come «una combinazione fra Beria e Himmler». Antony Daniels, in vena di spiritosaggini, disse: «La differenza fra [Guevara] e Pol Pot era che [il primo] non aveva studiato a Parigi»". L'articolo di Jay Nordlinger, caporedattore di National Review, è stato pubblicato nella sua versione integrale da Ideazione. Grazie a Pinocchio.

Non so se avete mai notato una cosa: alle manifestazioni politiche di sinistra, la faccia che appare in effige con più frequenza è quella del Che. Non Mandela, Gandhi o Wei Jingsheng (leader della rivoluzione di Tinammen). Se una faccia ci deve essere, dev'essere quella di chi ha le mani macchiate del sangue altrui, non di chi ha ha cercato di cambiare il mondo senza violenza. La scelta è chiara. E la piazza che tollera chi porta in giro quelle effige, non è una bella piazza.




permalink | inviato da il 17/3/2005 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


10 marzo 2005

Castro sempre più simile al dittatore dello stato libero di Bananas: a quando l'adozione della lingua svedese?

Madrid, 10 MAR (Velino/Servizi-italiani.net) - Cuba, entro il 2006, uscira' dalla crisi energetica e potra' raggiungere "l'invulnerabilita' economica", soprattutto grazie ai suoi rapporti commerciali con la Cina e il Venezuela. L'affermazione del presidente cubano Fidel Castro, durante un discorso martedi' scorso in occasione della Festa delle donne, e' stata riportata da El Pais. Secondo le stime di Castro, i cittadini cubani, a partire dall'anno prossimo, avranno a disposizione il doppio del numero attuale di alloggi e mezzi di trasporto pubblico. Il settantottenne capo di Stato ha perfino promesso alle "casalinghe" cubane che distribuira' cinque milioni di pentole a pressione e padelle per l'arrosto alle famiglie. Dai suggerimenti per la cottura dei fagioli nella pentola a pressione, Castro e' poi passato alla difesa delle sue nuove alleanze internazionali. "Abbiamo due solidi partner economici, la Cina e il Venezuela, ha detto, non possiamo desiderare di meglio". (sit)

Sentire Castro che vuole distribuire a tutte le donne una pentola a pressione e padelle per l'arrosto per le famiglie fa pensare. Fa pensare a quanto poco il dittatore cubano conosca il suo popolo. I cubani altro non vogliono che un foglio e una matita. Ci penseranno poi loro a dire a Castro quello che vogliono. Col voto.




permalink | inviato da il 10/3/2005 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


8 marzo 2005

Cuba: minacce alle donne, sanità solo per chi non dissente.

L'Avana, 8 mar. (Adnkronos)- ''Ogni domenica a l'Avana dopo la Messa, tutte vestite di bianco, camminiamo pacificamente in gruppo su e giu' per la strada principale. A volte cogliamo un gesto di solidarieta' da chi passa in macchina e ci conosce come le 'donne in bianco', ma subiamo sempre le intimidazioni dei poliziotti''. Lo racconta al quotidiano americano 'Washington Post' Berta Soler Fernandez, moglie del dissidente cubano Angel Moya Acosta, condannato a 20 anni di carcere con il giro di vite del regime che nella primavera del 2003 ha arrestato 75 persone.(...) Suo marito Angel Moya Acosta, un tecnico che guadagnava 135 pesos al mese (pari agli attuali 3,79 euro) e' stato arrestato quattro volte dal 1999. Due volte e' andato in prigione per aver celebrato l'anniversario dei Diritti umani, una volta per aver distribuito copie della Dichiarazione dei diritti umani, sottoscritta anche dal regime di Castro. Berta Soler Fernandez racconta infine al
'Washington Post' le sue battaglie da moglie di dissidente politico, sul fronte privato e su quello pubblico. (...) Pubblicamente, invece, la donna ha organizzato una disobbedienza civile per arrivare a far operare suo marito per un'ernia del disco. Insieme ad altri amici e parenti ''ci siamo accampati per 41 ore in piazza della Rivoluzione -racconta la donna- e alle tre del mattino sono arrivati dozzine di agenti in abiti civili, ci hanno caricato in macchia e ci hanno portato via''. Ma la Soler Fernandez e' riuscita a raggiungere il suo obiettivo, perche' il marito e' stato ricoverato in ospedale e operato.(Ses-Pag/Col/Adnkronos)

Sempre colpa dell'embargo americano?




permalink | inviato da il 8/3/2005 alle 15:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005

Cuba: gli Usa condannano la politica arrendevole dell'UE

  (ANSA) - WASHINGTON, 01 FEB - Gli Stati Uniti hanno criticato l'Unione europea per la decisione di sospendere, per un periodo di sei mesi, le sanzioni avviate nel 2003 nei confronti del regime cubano di Fidel Castro.
   Come ha indicato ai giornalisti, oggi a Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato Richard Boucher, gli Usa ''sono preoccupati dal fatto che la sospensione delle restrizioni, senza aver raggiunto l'obiettivo per le quali erano state imposte, rappresentano un segnale (positivo) per gli elementi duri del regime e scoraggiano l'opposizione pacifica''.
   Boucher ha aggiunto e' intenzione degli Usa ''incoraggiare gli europei ad appoggiare l'opposizione pacifica, e a fare sforzi piu' decisi per attirare l'attenzione internazionale
sulle violazioni palesi dei diritti umani a Cuba''
. Infine, il portavoce del Dipartimento di Stato ha concluso affermando che ''un dialogo produttivo con il regime di Castro e' semplicemente impossibile... gli sforzi in questa direzione da parte degli europei, e non solo, non hanno portato a nessuna riforma politica ed economica''.  (ANSA).




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 11:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005

L'UE messa di fronte alle proprie colpe dalla dissidenza cubana

L'Avana, 1 feb. - (Adnkronos) - Arrivano critiche dalla dissidenza cubana all'Unione Europea per la decisione della sospensione provvisoria delle sanzioni diplomatiche a Cuba che erano in vigore dal 2003. ''Inizieremo un nuovo corso fino alla prossima detenzione di massa?'', si chiede Oswaldo Paya', promotore del ''progetto Varela'', un'associazione indipendente cubana. Mentre Elizardo Sanchez, presidente della commissione cubana dei diritti umani, sostiene che non si può parlare di progresso nel rispetto dei diritti umani da parte di Cuba ''quando 21 prigionieri politici sono stati incarcerati durante l'anno passato''. Vladimiro Roca, presidente del ''Partido Socialdemocrata'' cubano, accusa infine la Ue di aver fatto ''prevalere gli interessi economici alla tutela dei diritti umani''. (Aba/Opr/Adnkronos)




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 10:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005

A Porto Alegre il trionfo del fascismo di sinistra

Maglietta rossa con l’effigie di Che Guevara, kefiah attorno al collo e cappello di paglia da campesino, Hugo Chavez è stato accolto come un eroe dai militanti della sinistra al Forum di Porto Alegre. Migliaia di no global riuniti in Brasile considerano il presidente venezuelano la voce più forte contro «l’imperialismo» degli Stati Uniti, fedele alla sua «rivoluzione bolivariana». E hanno fischiato l’altro simbolo della sinistra sudamericana, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, accusato di non aver mantenuto le promesse di riforme sociali per sradicare la miseria.(...) Corriere




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


1 febbraio 2005

Bush abbatte le dittature, l'UE le abbraccia. E abbandona i dissidenti.

BRUXELLES (Reuters) - L'Unione Europea ha deciso oggi di sospendere la decisione, presa sette mesi fa, di invitare dissidenti cubani nelle sue ambasciate all'Avana durante le celebrazioni nazionali. Il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, ha accolto la notizia auspicando che Cuba accolga ora le richieste avanzate dall'Ue. "Tutte le misure prese il 5 giugno 2004 sono state temporaneamente sospese", ha detto il ministro degli Esteri Jean Asselborn del Lussemburgo, Paese che detiene la presidenza di turno dell'Unione, durante una conferenza stampa. La Ue aveva cominciato a invitare i dissidenti in segno di protesta per l'attività di repressione degli oppositori messa in atto dal presidente Fidel Castro. Le misure prese nei confronti di Cuba erano "simboliche e si è deciso di sospenderle fino alla fine di luglio nell'auspicio che da qui ad allora il regime castrista faccia quello che chiede la Ue, vale a dire il rispetto dei diritti umani, la liberazione dei prigioneri politici ingiustamente detenuti e alcuni passi avanti verso norme standard minime di democrazia", ha detto Fini parlando con i giornalisti dal quartier generale della Nato a Bruxelles. "Non c'è nessuna compiacenza nei confronti di Castro", ha voluto precisare il ministro italiano, per il quale quelle introdotte dall'Ue "non sono certo misure che fanno vacillare il regime cubano". La decisione di sospendere le sanzioni era attesa da quando Castro aveva rilasciato alcuni prigionieri politici e ha ripristinato i rapporti diplomatici con otto stati dell'Unione, precedentemente questo mese. Fonte: Reuters

Capito la differenza tra Bush (il cattivone e guerrafondaio) e l'UE (i buoni e pacifisti)? Quello che per Bush è politica quotidiana (aiutare i dissidenti per agevolare le rivoluzioni interne e pacifiche), per 'UE è un'eccezione. Per l'UE aiutare i dissidenti dei regimi è una misura straordinaria, da applicare temporanemaente, solo se Castro "esagera" (????!!!!). Già il fatto di incontrare e legittimare la dissidenza in maniera non continuativa è una scempiaggine. Ma soprattutto, l'UE deve decidere: se la guerra per liberare i popoli dai dittatori non va bene e appoggiare i dissidenti interni neppure, cosa bisogna fare?




permalink | inviato da il 1/2/2005 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


1 febbraio 2005

Il Forum di Porto Alegre festeggia Chavez il dittatore.

(...) Nicotra sostiene inoltre " che il movimento italiano trarra' forza dal successo e dalla vitalità di questo Forum. Sono ormai superate le rappresentazioni organizzative che lo avevano caratterizzato dal Genoa Social Forum in poi.
Possiamo dire a ragion veduta che questo di Porto Alegre e' per il movimento italiano ,sia in metodologia sia nel merito, un bagno rigeneratore in grado di dare risposte in avanti alle nostre oggettive difficolta'."
"Sta inoltre crescendo - conclude l'esponente del Prc - la sinistra antineoliberista e di alternativa. Le folle che acclamano Chavez sono significative e rappresentano un importante tributo all'esperienza rivoluzionaria del popolo venezuelano e alla capacita' di parlare all'ínsieme dell'America Latina. (...) Fonte: Arezzonotizie

Proprio un bell'esempio di democrazia, Chavez. L'altro giorno ha deciso di mettere il bavaglio ai mass media, e a Porto Alegre lo osannano. I noglobal non saranno comunisti (ma perchè, poi? i rifondaroli sono sempre lì con loro. Ci sarà un motivo....), ma si comportano esattamente come loro.




permalink | inviato da il 1/2/2005 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


31 gennaio 2005

Chavez stabilisce la censura per legge. Per il bene del popolo, ovviamente...

Caracas, 31 gen. (Adnkronos) - Vietate scene di violenza, parole o immagini che possono causare ''angoscia'', ma anche notizie e commenti diffamatori nei confronti dei politici, o che possono mettere a rischio la sicurezza nazionale. Sono le nuove regole per i media
venezuelani imposte dall'Assemblea nazionale. Chi le infrange rischia una multa, ma anche il carcere. Il bavaglio all'informazione che impedisce di mostrare in tv non solo le vicende irachene, ma anche cosa e' successo con lo tsunami nel sudest asiatico, ha trovato ampio spazio in un servizio apparso sul ''Los Angeles Times' e viene denunciato dall'opposizione come una vera e propria censura, messa in atto dal presidente Hugo Chavez, che proprio in questi giorni sta cercando di lanciare Tele Sur, una sorta di 'Al Jazeera' del Sud America.

''E' il sistema perfetto per censurare i nostri programmi o per costringerci a chiudere'', commenta Ana Cristina Nunez, consulente legale di Globovision, l'unico canale all-news e solitaria alternativa alla tv di Stato Vtv (Venezolana de Television). ''Una legge cosi' vaga e aperta a ogni tipo di interpretazione -aggiunge- che lascia sempre la possibilita' di condannarci perche' abbiamo infranto qualche regola''.(...) Tutti i network, rileva infine il 'Los Angeles Times', hanno gia' l'obbligo di fornire al pubblico un'ampia copertura di quegli eventi pubblici che il palazzo ritiene della massima importanza. Come i lunghi discorsi di Chavez, oppure le cerimonie ufficiali per celebrare alcune feste militari o per il compleanno del presidente. Contro le nuove norme sui media, l'alleanza 'Primero Justicia' all'opposizione ricorrera' alla Corte Inter-americana dei diritti umani, anticipa il parlamentare Gerargo Blyde. Ed e' pronto anche il ricorso alla Corte Suprema venezuelana anche se, dice Blyde, e' stata appena rinnovata con giudici filo-Chavez.(Adnkronos)

 




permalink | inviato da il 31/1/2005 alle 16:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


15 dicembre 2004

L'Unione Europea pronta ad inginocchiarsi a Castro.

Non vedevano l'ora all'Unione Europea di dimostrare quanto sappiano essere compassionevoli con i tiranni. Castro conosce i suoi polli e noi avevamo avvisato. E' stato sufficiente metter fuori Rivero et voilá: i saggi di Bruxelles si preparano a riallacciare i rapporti diplomatici con il regime comunista e le ambasciate europee non inviteranno più i dissidenti cubani. Difficile trovare le parole giuste per descrivere la gravità di una simile decisione ma ci proviamo: vincono la linea Zapatero, la vigliaccheria, il compromesso, il Comandante, la dittatura. Perde di nuovo la dignità. Ma questa non è più una notizia. In fondo dobbiamo dimostrare di non essere servi di Washington: non sia mai che a L'Avana o a Pechino la prendano male. Fonte: 1972<




permalink | inviato da il 15/12/2004 alle 9:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 ottobre 2004

Quello che i cattolici non dicono (su Cuba)

Tempo fa lo scrittore dissidente Armando Valladares ha denunciato alcune strane complicità tra Cuba e Chiesa. In particolare ha sollevato il caso della «decorazione del tiranno Fidel Castro da parte dell’abbadessa dell’Ordine di Santa Brigida con il suo contorno di baci e abbracci alla sinistra figura di Castro sotto gli occhi della televisione cubana e con la non accidentale presenza del cardinale Crescenzo Sepe, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli». «Una farsa così indecente», aggiungeva Valladares, «che persino il cardinal Ortega, arcivescovo dell’Avana, il quale pure in altre occasioni non s’era certo tirato indietro, stavolta ha categoricamente rifiutato di assistervi». Valladares, cattolico ed ex ambasciatore degli Stati Uniti alla Commissione Onu per i diritti umani, aveva poi ricordato il caso dei tre fratelli Garcia Marin che nel dicembre 1980 cercarono asilo nella nunziatura dell’Avana ma ne furono tratti a forza da agenti della polizia politica cubana «discesi da un’automobile della stessa Nunziatura vestiti di panni sacerdotali» e poco dopo fucilati.(...) Paolo Mieli sul Corriere




permalink | inviato da il 29/10/2004 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 ottobre 2004

Castro vieta i dollari a Cuba: gli Usa verso la crisi economica....:-)

      L'Avana, 26 ott. - (Adnkronos/Dpa/Xin) - Il leader cubano Fidel Castro ha ordinato di metter fine alla circolazione dei dollari sull'isola caraibica. A partire dal prossimo otto novembre, alberghi, negozi e altri che hanno legalmente accettato dollari in pagamento negli ultimi undici anni potranno accettare soltanto il peso convertibile. Cubani e stranieri potranno possedere dollari, ma per spenderli dovranno cambiarli in pesos con un sovraccarico del dieci per cento. Il peso convertibile viene scambiato uno a uno con i dollari e circola parallelamente al peso normale, che ha scarso valore.

L'annuncio della nuova misura, varata con decreto della Banca Centrale, è stato diffuso dalla televisione nazionale. In studio era presente Castro, con il braccio al collo, mostrato dalla vita in su. Il leader cubano, 78 anni, che la settimana scorsa è caduto fratturandosi un ginocchio e un braccio, ha affermato che la questione era così importanteda richiedere la sua presenza.(...)

Mi sa che Fidel ha sbattuto non solo il ginocchio....




permalink | inviato da il 26/10/2004 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 ottobre 2004

Un hurrà per la caduta di Castro. Chi si unisce al coro?

RIO DE JANEIRO - Il Comandante scivola su un gradino, vola a terra, si fa male, si rialza e scherza. Ma non accade mai nulla a Cuba, e soprattutto a Fidel Castro, che passi inosservato o non diventi occasione per discutere sul regime e il futuro dell'isola. Anche tra doppi sensi e battute acide. «Non è il tipo di caduta che ci aspettiamo da lui», ironizzano a Washington. Peggio la vicepresidente uscente della Commissione europea, la spagnola Loyola de Palacio: «Castro si è fatto male? Tutti speriamo che muoia quanto prima...». (...) Fonte:Corriere

Sarebbe interessante se qualche giornalista interrogasse i nostri politici sulla caduta di Castro. Chissà cosa ne uscirebbe.....




permalink | inviato da il 22/10/2004 alle 8:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


23 agosto 2004

Gli USA bombardano Cuba. Di informazione libera.

Per la prima volta, i telespettatori a Cuba hanno potuto guardare un programma della televisione «Martí», emittente creata dagli americani negli anni Novanta per la comunità cubana in esilio negli Stati Uniti. La trasmissione, durata quattro ore, è stata visibile nell’isola grazie a un aereo militare «ripetitore», un C-130, che nonostante la censura del regime castrista è riuscito a effettuare un volo nei pressi delle acque territoriali cubane e a trasmettere i segnali della Tv Martí. Mel Martinez, membro di una commissione presieduta dal segretario di Stato Colin Powell creata «per accelerare la transizione democratica a Cuba», ha subito annunciato il successo dell’operazione. Una mossa del governo americano che potrebbe però esacerbare ancor più le tensioni tra Washington e L’Avana. Fonte:Corriere




permalink | inviato da il 23/8/2004 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


18 agosto 2004

Comunicato del governo castrista sulla vittoria di Chavez: ipocrisia pura

(...) Il referendum costituisce una grande vittoria popolare  nella quale ampi settori della società venezuelana tradizionalmente esclusi dall’esercizio dei loro diritti politici hanno per la prima volta esercitato la propria volontà. (...) È stato un processo ordinato, verificabile e pulito dal quale è stato escluso il pericolo della frode, che ha avuto tutte le condizioni per assicurare fiducia e certezza nei risultati. Il Consiglio Nazionale Elettorale ha attuato con la nota probità, efficacia e flessibilità per dare la risposta all’importanza della votazione. (...)Numerosi Osservatori Internazionali tra i quali l’ex presidente Carter e il segretario generale della OEA hanno confermato i risultati e chiamato a rispettarli.

 Fonte: Granma

Capito? il governo castrista fa l'elogio delle libere elezioni, del riconoscimento della validità di esse da parte di Carter e della OEA. Chissà perchè, però, a Cuba le elezioni regolari non le fanno. Perchè? se Castro è tanto amato come dicono, che problema ha a farsi votare?




permalink | inviato da il 18/8/2004 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 agosto 2004

Il pensiero degli italo-venezuelani su Chavez? Un dittatore! Speriamo Bertinotti non si offenda....

(...) «Abbiamo paura. Questo referendum è una partita tra la libertà e la dittatura. Vogliamo che i riflettori italiani restino accesi sul Venezuela», dice Francesco Castiglione, presidente dei centri italo-venezuelani. Per il costruttore Francesco Clerico, uno dei maggiori del Paese, «i soldi pubblici vanno tutti alla sanità e alla scuola, qui non si investe in infrastrutture».
Altri parlano di intimidazioni, commesse date preferenzialmente ad amici del regime, casi di corruzione. Tra gli episodi concreti, c'è il racconto di Giuseppe Giannetto, ex rettore dell'Università di Caracas, che afferma di essere stato minacciato di morte e di aver passato molto tempo girando con la scorta. «Hanno occupato il Paese e tutte le istituzioni. Questa è la peggiore delle dittature», dice.(...) Fonte: Corriere




permalink | inviato da il 18/8/2004 alle 9:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 agosto 2004

I comunisti non fanno in tempo ad applaudire Chavez, che ci scappa il morto.

Scontri dopo il successo dei no al referendum per la destituzione del presidente venezuelano Hugo Chavez. Alcuni sostenitori di Chavez a Caracas hanno sparato contro la manifestazione degli oppositori del presidente che denunciavano brogli nella consultazione. Le notizie sono contraddittorie ma una donna risulta uccisa e altre quattro persone, tra cui un parlamentare, sono rimaste ferite.(...) Fonte: Corriere

Certo, Chavez ha promesso la cattura degli assassini: "Hugo Chavez ha indicato che la polizia politica Disip ha identificato gli autori dei disordini sulla Piazza Altamira che hanno causato la morte di una donna e il ferimento di varie altre persone.(...) Il capo dello stato ha condannato l'episodio di violenza, ricordando che prima di quanto è avvenuto sulla piazza Altamira, circa 200 altre persone erano scese in strada interrompendo il traffico ull'autostrada all'altezza della base aerea militare di La Carlota.Secondo l'edizione on-line del quotidiano "El nacional", i responsabili della sparatoria erano sostenitori del presidente Chavez.Un copione già visto in passato;" Fonte L'Unità


Bertinotti & C. non fanno in tempo ad applaudire alla vittoria di Chavez che ci scappano i feriti ed i morti. Condannati, per carità (tanto, cosa costa una condanna? Arafat docet) da Chavez. Restano un paio di domande per Bertinotti: che ne pensa della Polizia Politica venezuelana???? e del fatto che Chavez per giustificare gli scontri abbia detto che c'era una manifestazione di 200 persone che bloccavano un'autostrada? nulla da dire?<




permalink | inviato da il 17/8/2004 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia     luglio       


Free web counters

Per contattare Davide Romano:ddavide@libero.it

since
12-10-2005
visits
849
online
1




Dice il Corano in 2ª 62: "Sì, i musulmani, gli ebrei, i Cristiani, i Sabei, chiunque ha creduto in Dio e nel Giorno ultimo e compiuto opera buona, per costoro la loro ricompensa presso il Signore. Su di essi nessun timore, e non verranno afflitti."       

 
 

 

 

 

 

 

Dice il Corano in 18°29: "La verità emana dal Signore. Creda chi vuole, non creda chi non vuole."















Il miglior sistema di assistenza sociale è un lavoro. (R. Reagan)

Diceva Marshall McLuan che l’indignazione è una tecnica per dare dignità a un idiota. E Valery diceva che l’indignazione permanente è segno sicuro di bassezza morale