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28 ottobre 2004
Molto rumore per nulla, in Afghanistan. La vergogna dei mass media.
(AGI/AFP) - Kabul, 28 ott. - Le urne controverse contengono complessivamente non piu' di centomila schede, pari a poco piu' dell'1 per cento dei suffragi: nulla dunque che possa anche solo minimamente intaccare il trionfo di Karzai, che ha raccolto ben il 55,4 per cento dei voti contro il 39,1 attribuito al suo avversario principale, Yunus Qanuni, ex ministro delle Finanze: glene bastava il 51 per cento per essere eletto. "Non sono molte le urne ne' lo sono le schede", ha osservato un portavoce della commisisone elettorale, Sultan Baheen. "Non sono in grado di modificare i dati gia' ottenuti". Su circa otto milioni di schede ne sono state scrutinate il 99,7 per cento. I candidati in lizza erano in tutto diciotto, alla maggior parte dei quali sono andate percentuali irrisorie. (AGI)
Abbiamo appena assistito ad un evento epocale, l'esportazione della democrazia in un paese che non l'aveva mai vista. Un paese che fino a ieri distruggeva i simboli religiosi, lapidava le donne e tagliava le gole agli uomini. Bene, questo paese ha votato. E cos'ha fatto la stampa occidentale? è andata a cercare le imperfezioni del voto, si è messa a strepitare per l'irregolarità del voto e ora cosa scopriamo? che si trattava di centomila schede. Capito? In Kazakistan (o in Iran o in mille altre parti del mondo) si è appena votato tra le intimidazioni ai candidati, la chiusura di radio e giornali antigovernativi e il mondo ha alzato a fatica un sopracciglio. Il problema vero, pare dire il mondo occidentale, è l'inchiostro sulle unghie di poco più dell'1% della popolazione afghana. Già, meglio la perfetta dittatura che l'imperfezione democratica. Come sempre. Per alcuni. Che contano troppo.
| inviato da il 28/10/2004 alle 14:17 | |
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