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27 agosto 2004
Fahhrenheit 9/11, il film di Moore, e le menzogne in esso contenute di cui non si parla.
(...)La più clamorosa e la più smascherata bugia riguarda il rapporto di Bush con i sauditi: cioè che la Casa Bianca è al soldo degli arabi del petrolio al punto che Bush avrebbe favorito la fuga dei sauditi familiari di Osama, facendoli decollare senza chiedere nulla su aerei privati quando i cieli erano chiusi per tutti. La commissione ha invece documentato che l’Fbi ha interrogato 30 passeggeri sauditi dopo aver filtrato tutti i nomi nei suoi data-base con «domande specifiche» e che «nessuno di interesse dell’Fbi potè lasciare il paese». Il volo “incriminato” da Moore avvenne in realtà il 13 settembre: non solo fu un volo domestico, dalla Florida al Kentucky, ma avvenne dopo che l’aereoporto di Tampa fu ufficialmente riaperto. (...) «Nessuno più in alto di me diede l’ok », ha ripetuto Clarke all' agenzia Ap in un’intervista a film uscito, arrivando a definire un «errore» l’uso di quell’episodio e sostenendo che Moore sapeva la verità.(...)la bufala del miliardo e rotti di dollari che sarebbe stato il guadagno dei rapporti d’affari tra i due Bush e i reali sauditi. Per il 90%, ha dimostrato Newsweek, la cifra riguarda contratti di forniture militari della Bdm, azienda posseduta dal Carlyle group nel cui board sedette Bush padre. Il “dettaglio” che smonta tutta la macchinazione, è che l’ex presidente entrò nel consiglio nell’aprile del 1998, cinque mesi dopo che la Bdm era stata venduta ad un altro gruppo del settore difesa. «Bush non ha avuto nulla a che fare con la Bdm» ha dichiarato l’ex portavoce della Carlyle Chris Ulman, ex funzionario del governo Clinton. A proposito, citare il gruppo Carlyle facendolo apparire come covo del male imperialistico al servizio di Bush è tipico dell’approccio fazioso di Moore: infatti nel board ci sono sempre stati anche tanti democratici, dal fondatore David Rubinstein, consigliere di Jimmy Carter, a Thomas NcLarty, capo dello staff della Casa Bianca e Arthur Lewitt, l’ex capo della Sec, entrambi ai tempi di Clinton.
Fonte: Libero .Ciononostante L'Unità, per mano di Furio Colombo, spiega che nessuno ha mai contestato i "fatti" del film. Inquietante. Per L'Unità e soprattutto per i suoi lettori ingannati dal direttore. Chissà se Colombo chiederà scusa...secondo voi?
| inviato da il 27/8/2004 alle 11:46 | |
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